The Apollo punishment - Cronaca e politica... esposte al pubblico ludibrio
Fate luce 7/11/2006
Qualche consigliere d'amministrazione vuole inserire il canone Rai nella bolletta della luce: chi non lo paga, resti al buio. Va bene, a patto che fin quando la tv pubblica continuerà a provocare il black-out dei cervelli, ci si autorizzi a non pagare la luce. Chissà se quei consiglieri spiritosi vanno mai a teatro. Sabato ce n'era uno stracolmo per ascoltare la lezione di matematica del professor Odifreddi. Musica, danza, immagini, ma il nucleo dello spettacolo restava un insegnante che parlava in modo chiaro e attraente di numeri. Nessuno si è addormentato o ha avvertito la mancanza di risse e battute da caserma. Odifreddi ha letto l'abiura di Galileo davanti al Sant'Uffizio e l'emozione più forte erano le facce del pubblico: attente, curiose, affamate di conoscenza. Bastava guardarle per essere trasportati in un mondo disintossicato, non particolarmente colto ma soltanto normale. Dove la rissa e la battuta da caserma perdono la centralità allucinante che hanno assunto nei nostri tinelli quotidiani.
Da Baricco alla Hack, ogni volta che un divulgatore va in giro per teatri a sbriciolare sapere, ottiene un successo superiore alle aspettative degli impresari, contagiati dal pensiero unico imposto dai fabbricanti di televisione. I quali nutrono un sovrano disprezzo per le persone comuni e, a furia di considerarle imbecilli, le hanno rimbecillite davvero. Eppure scommetto che se in prima serata, al posto dei pacchi, andasse in onda una striscia quotidiana di sei minuti dedicata alla cultura di base (storia, arte, scienza, letteratura), confezionata in modo accattivante e affidata ad affabulatori del calibro di Odifreddi, il successo e l'impatto sarebbero tali che dopo qualche settimana niente in tv potrebbe più essere come prima. Certo, per realizzare un esperimento simile servirebbe una rete di servizio pubblico. Mi rivolgerò all'Enel.
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